Ricordi Circumvesuviana

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EVENTI TRAGICI

LA TRAGEDIA DEL 1979 A CERCOLA

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Il più grave incidente della Circumvesuviana e tra i più gravi delle ferrovie dello Stato è avvenuto però alla stazione di Cercola nel 1979.

Il 10 luglio uno scontro frontale fra due treni della Circumvesuviana causò 14 morti e 70 feriti.

INCIDENTE FERROVIARIO DEL 1979 A SEIANO


Dal treno della Circumvesuviana si stacca un vagone che tampona un convoglio fermo sul viadotto di Seiano. E' il 12 dicembre del 1979, la tragedia è evitata ma si contano più di 100 feriti, di cui almeno 17 in modo grave...

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INCIDENTE ALLA FUNIVIA DEL 15 AGOSTO 1960


Nel giorno di Ferragosto, giunta a poche decine di metri dalla stazione cittadina, la teleferica, partita a monte poco meno di 8 minuti prima (si dice stesse compiendo la diciassettesima corsa della giornata, numero notoriamente avverso a molti scaramantici), molto probabilmente per la troppa velocità raggiunta, ebbe a sganciarsi in prossimità del primo pilone, precipitando all’imbocco del sottostante tunnel ferroviario.


Nella sciagura persero la vita 4 persone: il commerciante ortofrutticolo stabiese Francesco Cimmino ed il figlio Luigi (di appena 9 anni), il conduttore della cabina Alberto Lanza (40enne) di Cercola ed il pensionato (71enne) Girolamo Di Costanzo di Napoli, tutti estratti dalle lamiere contorte della cabina.


Per l’immane disastro, vennero prestati immediati soccorsi anche a 31 viaggiatori, feriti nello schianto al suolo della cabina. Tragedia che poteva causare conseguenze ancora più gravi, se Angelo La Montagna (manovratore dell’altra cabina diretta sulla vetta), accortosi dell’anomala, alta velocità, non avesse prontamente azionato il freno di emergenza (le cosiddette ganasce meccaniche), manovra risultata indispensabile per bloccare la cabina che altrimenti si sarebbe schiantata (con i suoi 40 passeggeri) nella stazione a monte.


Dopo numerose udienze, molti mesi più tardi, vennero arrestati e condannati a 2 anni e 11 mesi, i colpevoli della sciagura: l’ing. Raffaele Brancoli, Direttore dell’Esercizio, Ciro Ruggiero (di Pugliano), manovratore addetto alla sala macchine, tra l’altro fuggito subito dopo la tragedia, risultando irreperibile per diversi giorni, ed il sorvegliante Ruggiero Liguori, tutti accusati di quadruplice omicidio e di ferimento colposo, per aver deliberatamente infranto le norme di sicurezza, disazionando incoscientemente i limitatori di velocità, per consentire un maggior numero di corse. La funivia, restò così chiusa fino al 16 luglio del 1962, giorno in cui riprese nuovamente servizio.


(www.liberoricercatore.it - articolo di Maurizio Cuomo)​

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